
Acquari biotopi
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| 1) Un classico biotopo d´acqua tenera del sud-est asiatico (Malaysia occidentale). Sebbene in queste acque siano state misurate una conducibilita´ di 18 µS/cm e una durezza totale di 0.2 °dH, si e´ potuto pero´ rintracciare una grande varieta´ di pesci, tra i quali Barbus eugrammus, B. cf. johorensis, B. pentazona pentazona, Cyclocheilichthys apogon, Dermogenys pusillus, Hemirhamphodon poponognathus, Kryptopterus bicirrhis, Labeo spec., Luciocephalus pulcher, Osteochilus cf. haselti, Parophromenus deissneri, Rasbora taeniata, Sphaerichthys osphromenoides osphromenoides, Trichogaster trichopterus, Trichopsis pumilus e molte piante acquatiche, tra cui Cryptocoryne zewaldiae, C. cordata, Cabomba caroliniana, Blyxa e Barclaya mothleyi. Foto K. Horst |
Negli ultimi numeri della rivista abbiamo analizzato a fondo il tema “acqua”. L’acqua rappresenta lo spazio vitale di pesci e piante, quindi l’elemento decisivo dell’acquario.
Abbiamo appurato che dai nostri rubinetti scorre acqua che, per vari motivi, non è più adatta alla cura e tanto meno alla riproduzione di pesci e piante. Essa mostra, inoltre, differenze notevoli rispetto alle loro acque d’origine per quanto riguarda i componenti fondamentali.
E’ ormai tempo di “fare di necessità, virtù”. Oggi vi presentiamo un metodo per produrre, partendo dall’acqua di rubinetto, un’acqua per l’acquario secondo il biotopo naturale dei nostri pesci, in cui essi possano sentirsi come a casa.
Kaspar Horst
Dalle numerose analisi condotte sulle acque dei siti di ritrovamento di pesci e piante acquatiche che la letteratura moderna ci offre, emerge che nella maggior parte dei casi si tratta di acque assai povere di sali. E’ il caso, per esempio, del bacino amazzonico, di va-sta parte del sud-est asiatico e dell’Africa occidentale. In particolare, nelle seguenti opere è possibile cercare i parametri dell’acqua di cui gode il nostro pesce o la nostra pianta nell’habitat naturale: “Atlante di aquarium” di R. Riehl/.H.A. Baensch, “Piante d’acquario” di Christel Kasselmann e “Pflanzen im Aquarium” di Kaspar Horst.
Per la riproduzione dei Discus selvatici o di alcune specie di Apistogramma, ad esempio, l’acqua tenera è una condizione indispensabile.
A questo proposito è interessante anche il contributo del Prof. Dr. Peter Beyer dell’Università di Friburgo, pubblicato in questo numero (pagg.10-14), in cui si fa riferimento ad alcune ricerche che dimostrano come gli insuccessi un tempo registrati nei tentativi di riprodurre Rasbora heteromorpha, specie molto apprezzata dagli acquariofili, dipendessero dagli alti valori di calcio nell’acqua. E’ vero che molte specie di pesci e di piante si sono ormai adattate ai parametri europei di durezza dell’acqua, ma è nota anche l’esistenza di piante, p. es. Ammannia gracilis e Eusteralis stellata, che necessitano di acqua tenera.
La tecnica relativa al trattamento delle acque ha fatto negli ultimi anni enormi passi in avanti. Non solo in progetti a forte contenuto tecnico, come l’irrigazione dei deserti o la desalinizzazione dell’acqua di mare, ma anche nel trattamento delle acque di scarto di ogni tipo. Da questo progresso ha tratto vantaggio anche l’acquariofilia.
Negli ultimi due numeri abbiamo discusso approfondimento sulle tecniche di trattamento dell’acqua per l’acquariofilia (vedi 1/2004, pagg. 32-34 e AO 2/2004, pagg.10-14).
Lo scopo è quello di ottenere dall’acqua di rubinetto, inquinata e non adatta all’acquario, acqua pura da cui poi sia possibile ricavare un’acqua ottimale, a misura di pesci e piante.
Per la produzione di acqua pura si ricorre ad impianti ad osmosi inversa e filtri con resine a letto misto. Mentre finora con la tecnica dell’osmosi era sempre presente un residuo dei sali contenuti nell’acqua di rubinetto di partenza (ca. 5%-20%), tra l’altro probabilmente con una combinazione di ioni sfavorevole, esistono ora moduli filtro con resine a letto misto, a completamento dell’impianto ad osmosi inversa, che elimina anche tale contenuto residuo di sali.
L’acquariofilo è così in grado di produrre in modo semplice acqua pura da trattare successivamente secondo le caratteristiche del biotopo naturale dei pesci e delle piante del proprio acquario. Quest’acqua purissima, infatti, da sola non è ancora adatta per l’uso che ci siamo proposti ma necessita di ulteriori trattamenti. Solo il raggiungimento dei corretti valori fisico - chimici, come il valore pH e l’aggiunta di sostanze umiche ed organiche e soprattutto di alcuni minerali essenziali, in un preciso rapporto reciproco, la trasformano in acqua valida e salubre per l’acquario.
Cos’è Planta Basic? E Nativa Basic? Si tratta di una miscela minerale, che nella letteratura limnologica viene definita anche concentrazione di ioni standard.
Più esattamente, i cationi (calcio, magnesio, potassio e sodio) e gli anioni (idrogeno carbonato, solfato, cloruro) fondamentali di un’acqua di biotopo vengono offerti in un rapporto standard stabile per il trattamento dell’acqua per acquario. Tale standard si basa sulle numerose analisi scientifiche condotte nei biotopi originali di pesci e piante d’acquario in Asia, America Latina ed Africa. Questa concentrazione di ioni standard è stata ricavata dai valori medi delle acque analizzate, nonché testata in numerosi esperimenti (come abbiamo riportato nell’ultimo numero).
Una caratteristica sostanziale di questo prodotto, è che permette di regolare il contenuto di minerali della concentrazione di ioni standard secondo le esigenze e la provenienza dei pesci, senza alterare il rapporto tra gli ioni. Questo è chiaramente dimostrato nell’esempio di Tabella 1, che mostra in modo distinto un dosaggio semplice ed un mezzo dosaggio. Il dosaggio di Planta Basic o Nativa Basic può così essere messo a punto secondo le esigenze dei pesci da mantenere o riprodurre.
Entrambi i prodotti sono realizzati sulla base della combinazione di ioni standard rappresentata in Tabella 1. Costituiscono quindi l’elemento fondamentale dell’acquario con le funzioni che finora aveva l’acqua di rubinetto, ma in forma biologica ottimale.
Per gli acquari con piante è stato realizzato Planta Basic Pur che contiene, oltre alla concentrazione di ioni standard, una dose giornaliera di sostanze nutritive per le piante, compresi tutti gli oligoelementi. Per un ulteriore fabbisogno di tali sostanze si può ricorrere al fertilizzante giornaliero Planta 24 con le stesse modalità e gli stessi dosaggi che finora hanno dato buoni risultati in acquariofilia.
Acquari speciali che non prevedono piante, quali ad esempio le vasche di ciclidi o quelle da riproduzione non piantumate, non utilizzano ovviamente, e quindi non consumano, le sostanze nutritive necessarie alle piante. Per questo motivo in Nativa Basic mancano i “componenti per piante”. Anche in questo caso il dosaggio avviene secondo il contenuto di minerali desiderato o necessario.
E’ stata finora consuetudine definire la durezza dell’acqua potabile secondo quanto stabilito dalla normativa sui prodotti detergenti:
| Acqua molto tenera: | fino a 4°dH dH (Ca + Mg) |
| Acqua tenera: | da 4 a 7 °dH |
| Acqua media: | da 7 a 14 °dH |
| Acqua dura: | da 14 a 21 °dH |
| Acqua molto dura: | oltre 21 °dH |
Questa definizione era ed è stabilita in base al fabbisogno di prodotto detergente determinato di volta in volta dai componenti della durezza dell’acqua di rubinetto.
E’ logico che la classificazione non sia adeguata agli scopi acquariofili e che si rendano necessarie nuove linee guida per la cura e l’allevamento di pesci e piante tropicali.
E cosa c’è di più ovvio, se non considerare, quale base per il dosaggio, i dati oggi a disposizione sui biotopi naturali d’origine?
La misurazione della conducibilità funge da misura di riferimento ideale: racchiude informazioni su tutti i minerali presenti nell’acqua. Purtroppo, però, gli strumenti per la sua misurazione sono ancora molto costosi e quindi poco giustificabili per un acquariofilo.
Di conseguenza ricorriamo ancora una volta alla misurazione della durezza totale o della durezza carbonatica.
Con la durezza totale misuriamo indirettamente il contenuto di ioni calcio e ioni magnesio (cationi), mentre con la durezza carbonatica individuiamo il contenuto di idrogeno carbonato (anioni). Abbiamo quindi tre parametri sui quali poterci orientare nella regolazione dell’acqua per l’acquario. In questo modo risulta facile dosare sia Basic Pur sia Nativa Pur fino al raggiungimento del valore desiderato.
Si raccomanda di effettuare dapprima un dosaggio base: 1 bustina ogni 20 litri di acqua, dosaggio da rispettare anche per il cambio d’acqua.
Entrambi sono prodotti in polvere. Si è rinunciato alla realizzazione in compresse, poiché in quel caso si sarebbero dovuti usare leganti e disaggreganti chimici, che possono causare inquinamento organico, particolarmente dannoso in acqua tenera.
Per evitare quest'inconveniente si è deciso di non aggiungere nessun altro elemento ed è proprio per questo che alcuni minerali, soprattutto quelli che compongono l'idrogeno carbonato, impiegano più tempo per disciogliersi. In presenza di CO2 il tempo per lo scioglimento completo della polvere si riduce rapidamente.
Nell'allestimento di nuovi acquari, si raccomada di inserire nel filtro la quantità totale di prodotto richiesta. E' pure possibile far sciogliere la polvere separatamente in altro recipiente (secchio, ecc.).
Al cambio d'acqua la quantità di prodotto si calcola in base alla percentuale d'acqua nuova.
Anche in questo caso si preferisce l'inserimento diretto nel filtro.
Il dosaggio base è pari ad una bustina ogni 20 litri d'acqua. Un dosaggio maggiore dipende dai pesci e dalle piante presenti in acquario, prendendo come misura di riferimento la conducibilità o le durezze totale e carbonatica del biotopo d'origine.
L'ulteriore soluzione di polvere base deve avvenire di preferenza direttamente nell'acquario o nel filtro, monitorando la misura di riferimento.
L'acqua tenera risolve molti problemi dell'acquario, ma ne crea anche dei nuovi!
E' vero che la maggior parte dei pesci e delle piante d'acquario proviene da acque di biotopo tenere o molto tenere e che, quindi, molti problemi relativi al loro mantenimento e riproduzione vengono risolti mediante il nuovo metodo ora descritto;mi corre l'obbligo, tuttavia, di segnalare an che alcuni pericoli che questo tipo di acqua comporta.
L'acqua tenera è essenzialmente più instabile di quella dura. Quanto più l'acqua dell'acquario è povera di sali, tanto più difficile è mantenern e il controllo.
Questo per diversi motivi. I più importanti sono relativi al comportamento dei nitrati nell'acqua. I nitrati derivano dall'azoto contenuto nel mangime o attraverso l'ammonio emesso dai pesci, che viene trasformato in nitrato dai batteri del filtro mediante ossidazione, o attraverso mineralizzazione di sostanze organiche azotate non provenienti dai pesci.
All'inizio si sviluppa acido nitrico che reagisce con l'idrogeno carbonato dell'acqua formando nitrato e anidride carbonica secondo la formula
HNO3 + HCO3 = NO3 + H2O + CO2
La nitrificazione consuma, quindi, durezza carbonatica. Se questa è abbastanza elevata e viene integrata mediante cambi dell'acqua regolari, non si rilevano problemi. Se, invece, l'inquinamento da mangime è consistente e la durezza carbonatica bassa, si può arrivare al consumo totale della durezza carbonatica con conseguenti sbalzi di pH.
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| 6) Nuovo sistema di dissalazione ad osmosi inversa. Aquaristica con modulo a letto misto per l´eliminazione dei sali residui. |
L'equazione sopra riportata si legge in senso inverso, quando la concentrazione di nitrati diminuisce o a seguito dell'aumento di piante (accumulazione) o mediante l'assorbimento di nitrati nel terriccio o nel materiale di fondo o nel fango del filtro per nitrati. Aumenta, allora, la durezza carbonatica.
Un esempio numerico: un aumento della concentrazione di nitrati di 22 mg NO3/L provoca una diminuzione della durezza carbonatica di 1°dH e viceversa.
L'acqua tenera è, quindi, più instabile, ma non se nell'acquario è installato in modo funzionale un sistema CO2.
Ne consegue che l'acqua tenera necessita di controllo e cure maggiori rispetto all'acqua dura, in quanto la formazione o il consumo di sostanze minerali incidono in percentuale maggiore sulla stabilità.
Per esempio le piante crescendo sottraggono all'acqua grandi quantità di sostanze minerali, che devono essere reintegrate mediante misure opportune, e nell'acqua tenera le scorte sono già più ridotte.
Quindi: nell'acquario d'acqua tenera è più che mai necessario un cambio dell'acqua regolare del 10-20% (almeno ogni quindici giorni) per evitare spiacevoli inconvenienti o la comparsa eccessiva di alghe.
A questo punto vediamo, in sintesi, quali sono le novità e le innovazioni che l'acquario biotipo qui descritto comporta:
E' un acquario con acqua simile a quella dell'habitat naturale dei pesci e delle piante in esso ospitati, in quanto presenta:
E' fondamentale, nel trattamento dell'acqua, utilizzare acqua assolutamente pura, priva di qualsiasi additivo. Con Planta Basic vengono apportati gli ioni standard nello stesso rapporto e nella medesima quantità presenti nei biotopi naturali, ottenendo così un'acqua di biotopo conforme all'originale.
Quasi tutte le specie ittiche, anche quelle che finora non è stato possibile tenere e riprodurre in acquario, possono ormai essere allevate (vedi anch Tabella dell'articolo Il Calcio (Ca2+) ed i "pesci di acqua tenera".
Planta Basic si aggiunge all'acqua pura per l'allestimento di nuovi acquari con piante e al cambio dell'acqua.
Nativa Basic si utilizza in acquari privi di piante (p.es. con Geophagus spp.) o nelle vasche da riproduzione.
Entrambi i prodotti ripropongono le concentrazioni di ioni standard delle acque di biotopo di pesci e piante tropicali.
Kaspar Horst
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