
Acqua...
L'acqua è vita. Senz'acqua non potrebbero vivere le piante e nemmeno potremmo noi uomini. Senz'acqua il pianeta Terra sarebbe "deserto e vuoto", proprio come lo sono, ad esempio, Marte, Venere o la Luna.
Kaspar Horst
Biotopi d´acqua dolce in Indonesia, Sri Lanka, Malaysia e Thailandia, come erano prima di venire danneggiati dalle infiltrazioni marine, causate dallo tsunami: ma i rizomi delle piante sopravvivranno.....
Che l'acqua possa, però, essere anche portatrice di morte, l'abbiamo sperimentato durante il periodo natalizio in un modo che non si verificava ormai dai tempi del diluvio biblico.
Con grande rammarico di noi acquariofili, per via diretta o indiretta anche l'ambito dell'acquariofilia è stato colpito. E in vari modi.
Pensiamo alle tante vittime che anche il mondo dell'acquariofilia piange.
Al momento della stesura di queste righe non si conoscono ancora tutti gli effetti di questa catastrofe naturale, ma si ha già notizia di famiglie locali, che nei pressi delle coste si occupavano del commercio e dell'allevamento di pesci e piante destinate agli acquariofili di tutto il mondo, che ora piangono i propri cari.
A parte la perdita materiale delle proprie case e degli impianti.
Purtroppo hanno perso la vita anche acquariofili che erano in vacanza in quei luoghi.
Il periodo natalizio, infatti, è una buona occasione per visitare e studiare biotopi di interesse acquariofilo, sia nelle zone d'acqua dolce sia in quelle della barriera corallina, soprattutto nelle Maldive.
Allo stato attuale non è ancora possibile valutare i danni ai biotopi.
I biologi marini calcolano perdite enormi a carico dei banchi corallini al largo di Phuket e nelle Maldive che risultano danneggiati fino a 10 metri di profondità.
Ci vorranno decenni per la rigenerazione e per poter vedere di nuovo i polipi.
Non è ancora possibile valutare nemmeno i danni dovuti all'infiltrazione di acqua marina nei biotopi d'acqua dolce in Indonesia, Sri Lanka, Malaysia e Tailandia meridionale.
Tutti questi territori rivestono un'enorme ed antica importanza nel nostro campo; sono, in modi diversi, la culla dell'acquariofilia.
A cominciare dal leggendario volume di Werner Ladiges "Un pesce nel territorio" fino ai giorni nostri, molti autori hanno descritto quei luoghi centinaia di volte.
Anche l'autore di queste righe ha visitato ripetutamente, i biotopi a nord e a sud di Phuket, fin dall'inizio degli anni '70, molto prima che i turisti approdassero a Phuket cambiando il volto dell'isola.
I biotopi tailandesi, come quelli di Lam Pi e Lam Kaen vicino al territorio attorno a Khao Lak così duramente colpito, vengono da sempre studiati e hanno fornito dati per la cura in acquario dei pesci e delle piante originari di quei luoghi.
Qui si trovano, tra gli altri, i biotopi naturali di Anabas testudineus, Aplocheilus panchax, Badis badis, Danio regina, Pangio kuhlii, Parluciosoma argyrotaenia e ancora, per quanto riguarda le piante, di Cryptocoryne cordata, C. ciliata, C. crispatula, Barclaya longifolia, Limnophila sessiliflora, Utricularia aurea, Crinum thaianum, Ceratophyllum demersum, Blyxa. Lo Sri Lanka, in particolare i biotopi a sud dell'isola, attorno allo Yala National Park e alla riserva forestale di Kottawa, e i banchi corallini della costa sud-orientale, erano territori prediletti dagli acquariofili per l'osservazione della natura.
A prescindere da questo, lo Sri Lanka è la patria d'innumerevoli pesci e piante d'acquario. Basti solo citare i generi Aplocheilus, Channa, Chela, Devario, Lepidocephalichthys, Malpulutta, Pseudosphromenus e le numerose specie Puntius e Rasbora.
Poi Sumatra. Purtroppo, a causa della situazione politica locale e della guerra civile che da decine d'anni imperversa nella regione, le nostre conoscenze sui biotopi d'interesse acquariofilo sono scarse.
Sappiamo, però, che il territorio più colpito dallo tsunami, che circonda Banda Aceh fino a Padang spingendosi ancora più a sud, è l'habitat naturale di molte Cryptocoryne, tra cui C. moehlmannii, C. pontederiifolia, C. C. villosa, C. longicauda, C. jacobsenii, C. diderici, e C. ciliata.
Per queste piante si possono escludere danni permanenti, anche se la parte visibile (le foglie) è andata distrutta. I rizomi sopravvivranno dando vita a nuove foglie. E' molto difficile in questo momento poter dire qualcosa sulle condizioni dei biotopi dei pesci d'acqua dolce.
Le cronache riferiscono che ad Aceh le onde dello tsunami hanno raggiunto un'altezza di quattro metri.
In ogni caso Sumatra è la patria di molti pesci d'acquario conosciuti ed apprezzati, come varie specie di barbi, tra cui Barbus tetrazona, B. eugrammus, B. oligolepis, B. schwanenfeldi. Vi sono poi le numerose specie Rasbora, come R. elegans, R. heteromorpha, R. kalochroma e R. maculata, nonché i richiesti Epalzeorhynchus kallopterus e Crossocheilus apogon.
Questi sono solo alcuni dei tanti pesci d'acqua dolce, graditi ospiti in acquario.
Aquarium oggi seguirà con attenzione gli sviluppi nei territori alluvionati e terrà informati i suoi lettori.
Kaspar Horst
Acqua .portatrice di una catastrofe
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Foto in copertina:
La foto mostra un gruppo di pesci pagliaccio Amphiprion nigripes. Questi pesci vivono nelle isole Maldive in simbiosi con gli anemoni di mare e possono essere ospitati anche in acquario. La cosa risulta ancora più facile, se in acquario si crea l'ambiente adatto agli animali di cui il pesce pagliaccio si nutre. Si legga a proposito l'articolo del Dr. Bernd Kroon "Il vostro acquario di barriera"
Kaspar Horst